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FNG Photo-Essay: Still got love for IT

Nuovo appuntamento con FNG Photo-Essay, la nostra rubrica random dedicata a reportages e piccole storie fotografiche. Questa volta al centro dello speciale c’è una storia, o meglio una serie di storie che si intrecciano in un progetto fotografico sulla comunità italoamericana di New York, oggi. Capisch? Un progetto a cura Stefano Nocchi, art director, designer e fotografo per passione diviso tra Roma e Brooklyn.

“Still got love for IT” è un percorso fotografico, ma anche una storia d’amore. L’amore che ancora oggi accende il cuore degli italiani emigrati in America. E quello dei loro figli, che sono nati a stelle e strisce ma continuano a sentirsi italiani, orgogliosi di esserlo.

Questa storia è fatta di gente che in qualche modo ha costruito l’Italia pur avendola lasciata, perché ha contribuito a creare l’immagine del nostro Paese oltreoceano, un’immagine che prima di allora non esisteva. E che ora fatica a resistere, perché i valori associati a quell’italianità sono lontani ormai anni luce dalla situazione di chi italiano lo è in patria ma quasi si vergogna di esserlo.

Eppure i protagonisti di questa storia, gli italoamericani di Bensonhurst, NY, hanno scelto di rimanere qui, a un’ora e mezza dalle vetrine di Prada e Gucci sulla 5th Avenue, perché volevano continuare a vivere nella loro “little Italy”. Anche se ormai di italiano in questo quartiere resta ben poco.

Negli anni 60-70, siciliani, calabresi e pugliesi avevano scelto questa parte di South Brooklyn per ricreare una piccola Italia, per sentirsi nuovamente a casa. Nacquero così negozi, alimentari, macellerie, pizzerie. E figli, che a differenza dei loro padri parlavano inglese, studiavano, si laureavano, e piano piano incominciarono a muoversi in altre zone di New York. Alcuni genitori li seguirono, traslocando in zone più “vivibili”, altri invece rimasero attaccati alle loro vecchie abitudini, alle loro vecchie strade. Nonostante gli spostamenti, comunque, Bensonhurst rimase totalmente italiano fino alla fine degli anni ’90. Ma nei primi anni 2000 su quelle strade arrivarono cinesi, russi, albanesi, e ciò che era successo poco prima a Mulberry Street, cioè una Little Italy diventata museo di un’italianità ormai finta, si è pian piano materializzato anche a Bensonhurst.

Questi scatti ritraggono gli ultimi italiani d’America. Sono proprietari e gestori di attività commerciali, piccole ma uniche, le sole ad aver mantenuto un’anima davvero italiana. E sono padri di figli sempre più americani, che di queste attività non si vogliono occupare, del tutto disinteressati a proseguire la tradizione di famiglia. Una famiglia che, malgrado tutto, “Still got love for IT”.

Words & photography: Stefano Nocchi aka Lemon

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