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adidas AO Hook vs Jabbar - 02

adidas Originals: From Jabbar to The AO Hook Shot

Non sono in corso anniversari particolari per quanto riguarda il più grande realizzatore della storia della NBA, Kareem Abdul Jabbar Jabbar, ma è sempre tempo per un nuovo remake della sua iconica signature-shoe introdotta nel 1971 da adidas. La AO Hook Shot è una versione “blank” della Jabbar, un classico basket per antonomasia finora preservato da colorazioni neon ed edizioni limitate. La scarpa riprende il design e la colorazione dell’originale, ma attraverso una struttura un po’ più 2013 e senza il faccione di Kareem sulla linguetta.

In occasione del lancio da Vintage 55, a Milano, adidas ha organizzato un bell’evento in store dedicato alla storia di Jabbar, all’omonimo modello a tre strisce e al suo ultimo re-issue, la AO Hook Shot. Questo Giovedì 28 Febbraio dalle 18.30. Date una ripassata di storia prima di andare…

Kareem Abdul-Jabbar – A brief History

Ferdinand Lewis Alcindor Jr, più noto oggi come Kareem Abdul Jabbar, è nato il 16 aprile 1947, a New York.

A 9 anni era già alto 1 metro e 80: iniziò a giocare alla Holy Providence School, con portoricani e neri del ghetto. A 15 anni e 2 metri di altezza era in grado di schiacciare, e segnare da solo 33 punti in una partita. Conteso da tutti i talent scout delle università che lo volevano nella loro squadra scelse la UCLA e la California, anche per allontanarsi dai pregiudizi e conflitti razziali di New york e dagli attriti con il suo allenatore Donohue. Nella UCLA Lewis si rivelò subito un fuoriclasse, portando alla squadra tre titoli NCAA consecutivi (‘67-’68-’69). Furono anni di successi sportivi e di crescente consapevolezza e sensibilità per la condizione dei neri in USA. Dopo la UCLA fu il turno dei Milwaukee Bucks che se lo aggiudicarono per i draft del 1969/1970 per più di un milione di dollari a stagione, un prezzo normalmente impensabile per un esordiente.

La prima stagione di Alcindor in NBA è dirompente: vince il premio come Rookie of the Year con 2.361 punti e 1.190 rimbalzi. Porta la squadra fino alle semifinali e perde solo con i New York Knicks, successivamente campioni quell’anno. I risultati schiaccianti spingono i Bucks nel 1970 ad investire ancora di più su Lewis modellando attorno a lui la squadra, che chiuderà l’anno stravincendo il titolo NBA (66 partite vinte). La stagione consacrerà Lewis a campione con il titolo di MVP dell’ intero campionato e scriverà nella storia il suo famosissimo “gancio cielo” (sky hook). E’ del 1971 l’ufficializzazione della conversione di Alcindor all’Islam e del suo nuovo nome, che in quegli anni verrà trasferito alla prima adidas Jabbar.

Non è facile mantenere degli standard così alti, per una squadra e un giocatore che non smetteva di far parlare di sè dentro e fuori dal campo. Dopo i risultati non più eccelsi della stagione del 74’- ’75 Jabbar passa ai Los Angeles Lakers, e la stampa accompagna in modo critico la carriera del giocatore, che viene dato ormai avviato verso il tramonto sportivo. Ma Jabbar è invece pronto a stupire nuovamente: nell’annata ‘79 – ‘80 i Lakers giocano un campionato memorabile ( 60 partite vinte nella stagione regolare) e Kareem è votato nuovamente MVP dell’anno. Kareem prosegue la sua carriera nei Lakers, difendendo la sua reputazione di campione e arrivando nella stagione 1984/1985 a superare il precedente primato di numero di punti segnati in carriera durante una partita a Boston tra Celtics e Lakers. Durante la partita proprio i tifosi degli acerrimi nemici, con grande sportività, tributarono al grande campione una standing ovation di dieci minuti.

Jabbar chiude al sua carriera nel basket a 42 anni, restando fino all’ultimo sulla cresta dell’onda e lasciando una eredità di impegno sportivo e di consapevolezza sociale che saranno ispirazione per diverse generazioni.

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